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La salute delle gambe, secondo dati recenti, rappresenta un serio problema per almeno un italiano su due.
Se in passato le vene varicose si riscontravano in prevalenza nelle persone anziane, oggi ne soffrono anche i giovanissimi.
I primi sintomi - pesantezza, formicolii, crampi - si avvertono già verso i 18 anni per le donne, a 30 anni per gli uomini.
A questi campanelli di allarme spesso si associano varici e teleangectasie, più note come capillari, che rovinano l'estetica delle gambe, soprattutto quando arriva l'estate e si tendono a scoprirle.
Vediamo, allora, le tecniche disponibili per eliminare queste ragnatele rosse e bluastre.

La scleroterapia

E' la terapia tradizionale che consiste in iniezioni nella vena di farmaci ad azione cicatrizzante. Un seduta dura circa mezz'ora, durante la quali si eseguono dalle dieci alle venti iniezioni sclerosanti, dice Luciano Beretta, chirurgo vascolare e flebologo all'Istituto Charming Italia di Busto Arsizio (Va). E' indicata per le vene superficiali e comunque piccole.
Per le vene più grosse, invece, si può iniettare la mousse sclerosante che ha il vantaggio di richiedere una quantità minima di farmaco e di agire più velocemente.

La laserterapia

Il laser è indicato per trattare le varici e le vene superficiali, in particolari quelle fini e di colore rossastro. La durata del trattamento varia in base all'estensione dell'area interessata, spesso basta una solo seduta per risolvere il problema. L'energia della luce del laser ND:YAG viene assorbita dal capillare o dalla vena in modo da determinare la coagulazione dell'emoglobina e di conseguenza la chiusura del vaso, continua lo specialista.
Sulle aree trattate si vedranno scomparire, seduta dopo seduta, i capillari più sottili, mentre per le varici più importanti si formerà una crosticina che sparirà nel giro di qualche giorno.

L'ecoscleroterapia

E' un importante esame che viene eseguito nei casi dove non è possibile individuare a occhio nudo la vena da curare. Si tratta di un'ecografia che evidenzia il percorso della vena e indica dove è possibile iniettare il liquido o la schiuma sclerosante. Con queste informazioni il medico potrà pianificare l'intervento e soprattutto chiudere con precisione i capillari.

(Tratto dal settimanale Grazia n. 20,17 maggio 2005)

 

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