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E' fondamentale controllare la salute degli occhi dei nostri bambini fin dai primi mesi di vita. Si consigliano appuntamenti fissi con lo Specialista, che coprano tutto l’arco dell’esistenza, in modo da consentire di individuare i problemi o le anomalie della vista, che, se presi in tempo, possono essere affrontati e risolti. La dott.ssa Valentina Soncini, Oculista in Charming Italia, spiega l’importanza dei controlli precoci:
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"E' molto importante sottoporsi a controlli regolari, anche se non si hanno disturbi manifesti. Infatti, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, si possono avere dei deficit visivi anche senza che questi siano evidenti, e solo una visita può dare la sicurezza di non avere nessun problema.” Le scadenze ideali per questi controlli sono quelle raccomandate dalla Società degli Oculisti: il primo controllo andrebbe effettuato al sesto mese di vita, e, di seguito, a tre, cinque, otto, dodici, quattordici e diciotto anni; tra i 40 e i 64 anni si consiglia un controllo ogni due – quattro anni circa, e dopo i 65 anni ogni uno – due anni.
É bene enfatizzare l’importanza dei controlli perché problemi anche di una certa entità possono non dare sintomi evidenti.
Nei neonati uno dei disturbi che si presenta con maggior frequenza è la mancata o ridotta pervietà dei canalicoli lacrimali, che provoca il ristagno delle lacrime e la riduzione della normale funzione di detersione della superficie oculare, favorendo l’insorgenza di infezioni. Un altro problema diffuso sono le congiuntiviti e le cheratocongiuntiviti. Queste possono essere la conseguenza di un’infezione virale o batterica o di un’allergia. In entrambi i casi si determina l’infiammazione e l’arrossamento degli occhi, ed è bene che vengano riconosciute e curate dallo specialista, perché se trascurate potrebbero lasciare segni oculari permanenti.
Per quanto riguarda i problemi più strettamente correlati alla vista, questi in genere si rendono manifesti con la comparsa anche molto precoce, continua o occasionale, di strabismo. Allo stesso modo non bisogna credere che lo strabismo sia sempre indice di un problema visivo grave; vale comunque sempre la pena di verificarne l’origine.
Un altro disturbo della vista molto frequente è l’ambliopia o “occhio pigro”. Succede che uno dei due occhi, o tutti e due, per un difetto (o perché troppo lungo – miopia -, o troppo corto - ipermetropia -, o per una curvatura di superficie irregolare – astigmatismo o per un microstrabismo non riconosciuto precocemente), non manda sulla retina un’immagine perfettamente a fuoco, fornendone di conseguenza una di qualità scadente al cervello; quest’ultimo tende allora a “scartarla”, concentrandosi su quella fornita dall’occhio sano. Il sistema occhio-cervello continua a maturare fino ai 12 anni per poi assestarsi; dopo quest’età, se non si è fatto niente, l’occhio pigro non è più in grado di recuperare la funzione visiva. Quando a un adulto che ha trascurato il difetto dovesse sopraggiungere un problema che compromette l’occhio sano, egli si ritroverebbe con un occhio con ridotte capacità visive a causa di una non corretta prevenzione del suo problema.
L’ambliopia si verifica nel 42% dei bimbi nati sani, dato di un certo rilievo, che ha spinto a cambiare la profilassi dei problemi visivi nonché l’atteggiamento della nostra clinica in tal senso.
Nel corso della prima visita, a sei mesi di vita, si controllano diversi parametri anatomici e si verifica che il bambino veda, coprendogli alternativamente gli occhi e valutando se segue un’immagine che gli si propone .
L’occhio del bimbo alla nascita è molto corto, e per questo il neonato mette a fuoco bene solo a distanza ravvicinata. |